
Giugno. Venerdì. Ultime due ore di lezione. Settima ed Ottava
Caldo, afa, sole a picco nei vetri dell’aula, sudore, umido e puzza di ormoni (no non c’è bisogno di capitare dopo le lezioni di motoria per entrare talvolta in una stalla),mancano solo i tumbleweed (rotolacampo) e siamo davvero nel far west!
A condire le tue ultime ore del venerdì, l’assenza totale di forze e voglia di fare le lezioni, il tutto accompagnato da sguardi vuoti e cuffiette alle orecchie.
Le lezioni dopo la pausa pranzo sono un po’ dei giochi senza frontiere, ti trovi a partire in svantaggio per la conquista del premio e in più è come se gareggiassi bendato!
In quei momenti, diciamocelo, un po’ di sadismo sale e ti verrebbe voglia di fare una lezione di fisica quantistica, per vedere fino a quanto puoi sfiancare quelle povere anime che già sognano la bibita ghiacciata e la serata con la tipa o con il tipo…
Anche te non sei messə meglio, ti eri preparatə perfettamente alle 6.00 di mattina per affrontare al meglio queste ultime afose giornate di scuola, ed arrivi in classe sudatə, stancə, con la borsa traboccante di cose messe alla rinfusa ed i tuoi studentə sono così carini da non farti notare che ti è rimasta dell’insalata tra i denti (ma non vi preoccupate se ne sono accorti, LORO!)
Li guardi, con ammirazione, sono usciti soltanto in 5, il resto rimane li, a provare ad ascoltare anche le ultime due ore di lezione “della Cherubini!”
Anche solo per questo si meriterebbero un premio di fedeltà!
Ci provi a fare la lezione, ti sei preparatə attentamente, con slide, giochi su mentimeter e schede divertenti, per quanto si possa rendere divertenti una lezione tecnica sui trasformatori trifase (roba da ing.)
Borbottio sommesso dopo solo 30 secondi che hai iniziato, ma te stoicamente vai avanti…
Riesci a sfangare i primi 50 minuti, facendone addormentare solo 3 e distrarre altri 4, gli altri reggono…almeno sembra
Senti con gioia qualche penna che scorre sul foglio, e ti chiedi se stiano davvero seguendo l’ultima ora di lezione o se stanno giocando a tris (meglio che sul cellulare pensi)
Mancano ancora 30 minuti al suono salvifico dell’ottava ora del venerdì ed anche te la stai vedendo come un miraggio, non hai voglia e loro lo sentono, sei stancə e sentono anche questo…
Avresti voglia di sbottare, alla fine hai lavorato per preparare quella lezione interattiva e la risposta è un sommesso sbadigliare, misto con “Prof. Posso andare in bagno?” ogni tre per due…. Maremma, nemmeno quando ero incinta avevo così poca autonomia!!!
Ma non puoi sbottare, perché alla fine anche te, dopo i tuoi famigerati 2,5 litri di acqua al giorno per combattere la ritensione idrica, hai bisogno del bagno… Ma non puoi andare perché hai negato ai tuoi angeli celestiali di andarci (prometto a nessuno studentə è stato mai negato un giretto al bar-gno).
Stringi i denti, inizi a sudare freddo, e speri che la tua vescica ti assista, nel frattempo farfugli qualcosa per finire il concetto che stavi spiegando e proprio quando una mano si alza e te pensi che sia l’ennesima richiesta di uscire fuori a sgranchirsi le gambe, lo stomaco e la mente, ti fanno una domanda su cosa hai spiegato “Prof. Ma come collego un trasfomratore trifase alla rete elettrica?”(perché ovviamente non ci hanno capito nulla loro e nemmeno te nella tua lezione)
Estasiatə dalla domanda, capendo che qualcuno nonostante tutto ti stava ascoltando stai per dare la risposta quando…. Suona la campanella.
La tua vescica si riattiva e te schizzi via, fuori dall’aula correndo come un centometrista e farfugliando dal corridoio qualcosa che vorrebbe suonare come “aspetta un secondo ti rispondo subito” ma in realtà è “evviva inizia il fine settimana!!!”….
Pipì in un lampo per tornare in classe per dare la risposta da dare al tuo alunnə e….. la classe è vuota e questa volta i tumbleweed rotolano veramente…
Raccogli le tue cose in fretta e furia, perché il collaboratore scolastico è già alla porta senza che tu l’avessi sentito (ma che sono dei gatti?) e le infili nuovamente alla rinfusa nella borsa, e salutando quel luogo quasi da inferno Dantesco che può essere una classe all’ottava ora di una lezione di giugno, ti avvii verso la porta pensando “chissà se lunedì mi rifaranno la stessa domanda?”
No, non è vero quello che pensi veramente è “Prosecco o Gin tonic?”
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