
Un racconto non basterebbe per raccontare l’evoluzione del guardaroba dei miei studenti e delle mie studentesse.
Da quando ho iniziato a frequentare i banchi di scuola, ovvero da dopo che ho finito l’università, mi sono trovata a vedere una moltitudine di cambiamenti che nemmeno un camaleonte colpito da un arcobaleno cambierebbe così velocemente!
Ho visto crescere generazioni di ragazze e ragazzi che sembravano dover andare a sfilate di moda, tanto che io mi sono sentita sempre la prof.ssa scappata di casa, dato che la mattina presto non accendo la luce per vestirmi per non svegliare la ciurma di pirati che dorme nella camera accanto e così potermi godere quel poco di tempo senza urla e lotte varie per i calzini spaiati o le magliette che non piacciono…
I vestiti degli studenti sono davvero una cosa strana, siamo passati dalla moda del pantalone super attillato con le maglie extra large, a pantaloni extra large con maglie attillate, al vestirsi sempre e solo in tuta, tanto da chiedersi se ci andassero anche a dormire.
Ho visto studenti venire anche in pantalone con la riga, camicia ed impermeabile stile Neo di Matrix e studenti perennemente in pantaloncini corti e maglietta a mezze maniche, anche quando io uscivo di casa con doppio maglione e giaccone da campo base sull’Himalaia.
E poi come non dimenticarsi anche la bellissima moda in cui si usavano, per i ragazzi e basta, pantaloni a vita bassissima, quasi da chiappe di fuori, con logo delle mutande in bella vista che mi sarebbe venuta voglia di regalare a tutti delle cinture per tenere su quelli che dovrebbero essere pantaloni e quindi nascondere le grazie alla vista delle persone comuni!
Le ragazze poi le avete viste? Tutte bellissime, tutte alla moda che le modelle scansatevi proprio!
In questa girandola di colori, che vanno dal nero al grigio fumo passando qualche volta per il bianco, un momento di raccoglimento va fatto in torno alle scarpe.
Le scarpe sono proprio un capitolo a parte in tutto l’outfit degli studenti e delle studentesse, generalmente si spazia tra gli scarponcini anche con 40° all’ombra, alle senakers di ultimo grido che certe volte per comprarle non basterebbe un mio stipendio.
Generalmente, quando indossano le scarpe bianche da non so quanti mila euro è l’ora di andare nel laboratorio di saldatura, o nel laboratorio di motori, dove è facile sporcarsi.
Ed ovviamente le scarpe antiinfortunistiche non le hanno dietro, la mantellina è a casa a lavare, i guanti non ci sono… e io mi chiedo come sia possibile pensare di venire a scuola schiavi delle scarpe che non devono sporcarsi, io che vado al giro con scarpe che utilizzo per matrimoni, piantare le piante, uscire la sera ed ovviamente andare a scuola!
Cosa fare?
Rimandare la lezione pianificata o cercare tra le cose abbandonante negli armadietti se trovi un 47 adatto a quei piedini di fata ed una mantellina XXL che possa calzare le spalle da giocatori di rugby che hai in classe?
Ovviamente opto per la seconda, con la possibilità che calzino due scarpe destre e utilizzino mantelline di tre taglie più piccole che prego non si rompano prima della fine della lezione…
Ed ovviamente cercando in fondo ai lasciti degli anni precedenti trovo in ordine:
Cosa fare? Provo a fargli calzare le due destre 45, e la scena che mi si propone davanti mi ricorda le sorellastre di Cenerentola che provano a calzare la scarpetta di cristallo… No, non è la strada giusta questa e la lezione drammaticamente verrà rimandata alla volta successiva, il che vuol dire che dovremmo aspettare l’allineamento di sette pianeti, superare l’eclissi solare in Nuova Zelanda, e l’invasione delle cavallette!
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