
Si sono il fantasma delle 4A!
Non credevo che avrei mai avuto un potere così forte, sai quante volte lo avrei sfruttato da bambina per vincere a nascondino con le mie cugine?
E invece no, sono un fantasma a 40 anni e non sapevo di esserlo…avete presente quel film dove lui è morto e non sa di esserlo e continua a fare la vita di tutti i giorni senza rendersi conto di essere in realtà solo in un limbo prima dell’aldilà? (Beh, se non esistesse io avrei la trama perfetta!)
Però sono un fantasma strano, sento il calore del corpo, sento la pizzetta delle 11.00 che va a depositarsi spietatamente nelle maniglie dell’amore, sento il caffè caldo che scende lungo la gola a scaldare il cuore e lo spirito.
E soprattutto i colleghi mi salutano, le bariste al bar hanno sempre parole gentili, i collaboratori scherzano e ridono (forse per cortesia) alle mie battute.
Eppure entro in 4A e divento invisibile…
Non so se avete presente quella sensazione di non essere visti o sentiti, di parlare senza essere capiti, di agire senza essere notati…di essere trasparenti insomma!
Come?! Non vi è mai successo? Beh fortunati voi, a me è successo per mesi, tanto che mi sono convinta di essere un fantasma.
Più non mi sentivo vista e più mi sentivo un fantasma e più mi comportavo da tale, il tono di voce diminuiva i vestiti diventavano sempre più anonimi, il trucco non compariva più a rendermi le guance rosee e gli occhi profondi…
Però qualcosa non quadra, i fantasmi non possono afferrare oggetti, i fantasmi non possono provare sentimenti, i fantasmi non fanno gli aperitivi con le colleghe e non guidano una fiammante macchina rossa (beh qui c’è un po’ di licenza poetica, concedetemela alla fine sono un fantasma!).
Insomma sono un po’ atipica come fantasma ne converrete con me.
Ma non li, non in quella classe, dove venivo trapassata da 66 occhi che guardavano la lim senza vedere me, che ascoltavano una suadente (anche qui licenza poetica) voce senza capire da dove arrivasse.
Ho scoperto una cosa strana…i fantasmi piangono lacrime salate e calde, so riconoscere bene la sensazione delle piccole goccioline che ti scorrono sul viso e so ben distinguere il loro sapore sulle labbra. Ma i fantasmi non possono piangere vero? Oppure si?
E se piangono allora non sono proprio fantasmi non trovate?!
E allora come fare a non essere più un fantasma? (la mia psicologa ne avrebbe di cose da raccontarvi…)
Chiedendo aiuto, chiedendo aiuto a chi non ti vede, cercando di capire cosa fa di te un essere etereo, la cui unica nota positiva è non avere peso sulla bilancia…
Ho chiesto aiuto, prima alla mia psicologa e poi grazie al lavoro fatto con lei, alla mia classe, la famigerata 4A.
Ho detto loro che mi sentivo un fantasma, e nel momento in cui l’ho detto ho sentito nuovamente tutti i muscoli attivarsi, la voce diventare più forte, i vestiti riprendere colore così come le guance, ma non per il trucco, ma per l’emozione, ed ho nuovamente sentito le lacrime rigarmi il volto, e la voce rotta dall’emozione e dalla paura.
Ho chiesto aiuto a loro, proprio loro che mi facevano sentire invisibile, e mi sono accorta che se ero invisibile io erano invisibili anche loro, che se non mi sentivo io non si sentivano nemmeno loro, che se non ci credevo io non ci credevano nemmeno loro.
E allora il loro aiuto è diventato il mio aiuto, la loro forza è diventata la mia forza, le loro parole la mia voce.
E guido sempre una fiammante macchina rossa, ma adesso sento bene il peso del mio corpo, il suono della mia voce, e gli occhi sono tornati a sorridere tanto che una studentessa mi ha detto “prof.ssa è tornata a sorridere, vede che adesso non è più trasparente?”
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